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Scuola

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La Scuola

Una precisazione. Il termine “scuola” deriva dal greco σχολή (scholé) che significa “vacanza”. Non si tratta di una contraddizione. Lo studio infatti, nell'antichità greca, era possibile soltanto nel tempo in cui non si era impegnati nelle questioni militari o in altre faccende pratiche e quindi considerato un riposante e piacevole ristoro. In qualche modo entrare a “scuola” vuol dire lasciare da una parte (precisamente fuori dalla porta d'ingresso) le incombenze che gravano sulla vita e mettersi in una condizione migliore e ristoratrice, la sola che consenta di apprendere qualcosa.
In questo senso, e solo in questo senso, abbiamo adottato il termine “scuola” che nulla perciò ha in comune con l'uso generico che si fa di questa parola.
La nostra “scuola” dunque è un luogo dove si effettua, con piacevolezza e slegati dal gravame degli impegni quotidiani, un percorso di crescita umana e tecnica che deve avere come risultato l'apprendimento dell'arte teatrale.
Apprendere un'arte implica un tempo – diverso da allievo ad allievo – nel quale mettere in discussione ciò che si sa, o si presuppone di sapere, per poter modificare  non solo le proprie idee ma perfino complessi schemi corporei.
Le attività della “scuola” sono così distinte in percorsi che consentono all'allievo di apprendere le discipline con gradualità e consistenza e che, volendo, rappresentano anche distinti livelli di significato del termine  “Arte”.


I PERCORSI
Teatro
| Cinema | Regia e Drammaturgia | Dizione e Doppiaggio | Business Theatre

Teatro

percorso di base
(annuale)

(Apprendistato) Arte = Τέχνη (techne) tecnica. Il primo passo per apprendere un'arte consiste nel conoscerne la tecnica. Apprendere la tecnica non è necessariamente cosa noiosa,  può essere un percorso piacevole e stimolante.
E' comunque un percorso necessario. Qualunque idea di poter praticare un'arte (una qualsiasi arte) senza saperne di tecnica è destinata al naufragio dell'illusione. All'apprendimento della tecnica è dedicato il percorso di base.
Come si svolge:
Ci si incontra per sette mesi da novembre a maggio per due ore la settimana in gruppo (ogni gruppo è di massimo sette elementi). Ad integrare gli incontri di gruppo si affiancano lezioni a carattere individuale di volta in volta concordate tra allievo e singoli insegnanti.
Sin dalla prima lezione vengono affrontate le tecniche di lettura e narrazione, la corretta dizione,  la corretta impostazione dell'apparato fonatorio e del corpo in scena. Dopo pochi mesi si inizia lo studio del monologo e della poesia, con l'assegnazione di brani d'autore che diventano di repertorio dell'allievo. Gli ultimi tre mesi del percorso sono dedicati alla costruzione di un saggio spettacolo che suggella, attraverso l'incontro con il pubblico, l'esperienza acquisita.
Docenti: Andrea Anconetani e David Quintili

percorso intermedio
(biennale)

(Artigianato) Arte = professione. Una volta appresa la tecnica si può cercare di fare dell'arte la propria professione. Il percorso di base ha già provveduto a mettere l'allievo di fronte ai propri limiti tecnici consentendogli di superarli. Ora le cose, ovviamente, si complicano perché entrano in gioco altri fattori che vanno oltre la mera esecuzione tecnica. E' questo il momento in cui si deve cercare l'intensità e la forza espressiva.
Come si svolge:
Ci si incontra per 14 mesi (ciclo biennale) una volta la settimana per due ore a gruppi molto piccoli (di due o tre persone) si affrontano dialoghi d'autore, complessi, per eseguire i quali è necessario lo studio approfondito del personaggio. Si segue un programma di approfondimento tecnico attraverso stages di movimento espressivo, vocalità, acrobatica e movimento creativo . Ogni gruppo di allievi va in scena per due volte (ogni ciclo annuale di sette mesi) con dialoghi e atti unici.
Docenti: Andrea Anconetani e David Quintili (per le materie ordinarie e gli stages di vocalità e acrobatica), Eleonora Khajeh (movimento espressivo).

percorso avanzato
(annuale - potenzialmente infinito)

(Artistàto) Arte = maestrìa. La parola “Artistàto” non esiste. L'abbiamo creata per similitudine con artigianato. Come questa (da vocabolario) è “la condizione dell'artigiano” quella è (per noi) “la condizione dell'artista”.  E' il percorso più entusiasmante, nel quale tutti sono in gioco, gli allievi e i maestri. Lo scambio diventa di livello molto alto e tutti imparano da tutti. Il fine da perseguire è l'indipendenza artistica, la capacità di seguire i propri interessi e le proprie potenzialità. Ciò che si ricerca è la maestrìa tecnica e l'autonomia creativa.
Come si svolge:
Ci si incontra per due volte la settimana in gruppo ristretto per sette mesi. Si approfondiscono ulteriormente gli esercizi tecnici che vengono eseguiti autonomamente dagli allievi con la sola supervisione del maestro. Si esegue l'analisi testuale e la preparazione per la lettura scenica di un testo di autore italiano storico (spaziando dallo Stilnovo alla fine dell'Ottocento). Ogni allievo approfondisce un periodo della storia del teatro e realizza una tesina scritta. Viene infine prospettata una rosa di testi realizzabili dal gruppo che sceglie l'oggetto dello spettacolo. Gli allievi realizzano, sotto supervisione, la regia e la messinscena dell'opera scelta avendo eventualmente la libertà di coinvolgere nella rappresentazione, per ragioni di organico o di particolare necessità scenica, altri attori ed ex allievi. Al termine dei sette mesi lo spettacolo scelto viene realizzato. Il percorso può essere ripetuto, se l'allievo ne sente la necessità, perché ogni volta diverso.
Docenti: Andrea Anconetani, David Quintili, Eleonora Khajeh.

 

 

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